PER UNA MEDICINA NATURISTA

La medicina naturista comprende una sfera di idee e pratiche medicali per le quali denominazioni sono usate anche le espressioni: medicina integrale, bioterapia, medicina tradizionale. In qualche misura i sensi delle denominazioni si sovrappongono, senza essere identiche.
Per capire cosa è la medicina naturista proveremo a definirla come la disciplina medica particolare che dovrebbe appartenere ad una scuola nuova di medicina, e non come una nuova corrente o una nuova moda.

La medicina naturista riguarda l'uomo come una entità con due componenti, materiale ed immateriale, che si trova in correlazione con l'ambiente nel quale sta vivendo. Qualunque organismo che si trova nel suo ambiente naturale vivrà normalmente e sarà sano; qualunque organismo messo fuori dal suo ambiente e spostato in uno improprio, risponde con le modificazioni del suo stile di vita, poi si ammala e muore perché non è riuscito ad entrare in una relazione normale con il suo nuovo ambiente; lo stesso se nel suo ambiente naturale appaiono modificazioni di alimentazione, le sostanze nocive dell'acqua e dell'aria, o le abitudini nocive (uso di alcool,caffè,fumo), l'organismo prova ad adattarsi alle nuove condizioni pagando con modificazioni interiori. Se queste modificazioni interiori arrivano a sorpassare le possibilità fisiologiche dell'organismo, questo entrerà in uno stato di danneggiamento funzionale e poi di malattia.

Dunque ritornare allo stato di salute significa ritornare ai meccanismi fisiologici iniziali; per questo devono essere ritirati dall'ambiente di vita gli elementi nocivi che lo hanno disturbato. Contemporaneamente l'organismo deve avere a disposizione condizioni che lo aiutano a riprendere le funzioni normali, in maniere che ridiventa capace di partecipare all'allontanamento della malattia.

E per trionfare sulla malattia sono necessari mezzi esterni per combatterla, cioè quelle terapie che si armonizzano con i meccanismi interiori dell'organismo, cooperando contro la malattia stessa. Questi mezzi esterni, per poter armonizzare con l'organismo, devono far parte del suo ambiente naturale, altrimenti le terapie divantano loro stesse fattori esterni di modificazione dell'ambiente, cioè portatrici di malattie e non di salute.

La medicina naturista è una medicina normale, che interviene sull'uomo in modo soave, stimolando la capacità dell'organismo di difendersi contro la malattia. Deve trattare gli motivi della malattia, non le sue manifestazioni, giudicando ogni persona in modo particolare, e non stabilire trattamenti modello; occorre giudicare la malattia e la sofferenza dell'uomo e tener conto della sua anima e del suo intelletto, prendendo in considerazione il fatto che il medico calma, Dio guarisce.

La medicina naturista è adesso considerata un campo di idee e di pratiche con valore medico poco investigato e sistematizzato nel quale c'è l'intenzione di usare il meno possibile i mezzi i mezzi propri della medicina alopata classica. Noi crediamo che la medicina naturista è più di questo.
E' necessaria una nuova scuola di medicina per sistemare gli elementi di questo campo di idee e pratiche mediche.
Si deve mettere più attenzione su questi due aspetti: primo, la comprensione dei fenomeni intimi della malattia, che deve essere guardata come uno stato dell'intero organismo, non solo di un organo; lo stato della malattia deve essere analizzato in relazione alla prospettiva di vita del paziente ed in relazione al suo ambiente di vita, non dal punto di vista di laboratorio dove si studia la patologia; secondo, sulla capacità dell'organismo di difendersi da solo davanti alla malattia. Questo perché il nostro corpo ha delle possibilità di rigenerazione che la maggioranza delle persone neanche immagina.

La medicina naturista si basa sull'idea che per un trattamento l'uomo ha a disposizione non solo mezzi esterrni ma anche risorse interne all'organismo, che costituiscono un meccanismo di difesa contro le malattie. La terapia alopata fa un errore immenso nell'ignorare le risorse interiori dell'organismo nella battaglia contro la malattia; di più, i farmaci di sintesi, con i loro effetti avversi annichiliscono i meccanismi di difesa propri dell'organismo, lasciandolo in balia dei farmaci. Nella maggior parte queste terapie bombardano la malattia ma anche l'organismo, e spesso riescono ad abbattere il paziente prima della malattia; così si spiega per esempio l'insuccesso delle terapie alopate nel caso di cancro, nel quale la percentuale di guarigione è insignificante e quella di mortalità sotto terapia è grande.

La terapia naturista, al contrario, crea nell'organismo le condizione per rimettere in funzione normale le sue risorse che sono impensabili vaste ed efficienti. La medicina naturista interviene direttamente sulla malattia con mezzi naturali che non sono nocivi per l'organismo e collabora armoniosamente con le risorse interne per la eliminazione della maalattia. Una terapia completa deve tener conto anche dell'anima dell'uomo perché spesso la malattia ha le radici nella sofferenza dell'anima.

La medicina naturista tiene conto della implicazione di due fattori più importanti nello scatenamento della malattia: evoluzione e possibilità di trattamento, cioè lo stato di intossicazione e di degradamento a causa di sovrasollecitazione dell’organismo e dello stato psichico del paziente. Lo stato di intossicazione deve tener conto non solo delle tossine autosomministrate (tabacco,alcool,caffè in eccesso) ma anche di alimenti malsani come zucchero, carne, bibite non naturali, dolci, conserve, ed anche del grado di intossicazione con farmaci.
Una vita disordinata con attività sovraeccitante per un lungo periodo, indebolisce l’organismo, consuma le sue riserve, lo degrada progressivamente. Lo stato psichico dipende dalle condizioni di stress, della resistenza del paziente davanti ai fattori di stress, dal temperamento e dal carattere del paziente dalla sua volontà, dall’ambiente intellettuale, e dal fatto se è religioso oppure ateo.

La medicina naturista come discendente della medicina tradizionale propria di ogni paese, deve essere pensata ed adattata alle particolarità del posto. Bisogna che il medico nonché il paziente capiscano l’impronta dello spazio nel quale vivono. Per un medico romeno e cristiano è più facile comunicare e curare un paziente anch’esso romeno e cristiano, piuttosto che curare un paziente adepto a qualche pratica medica, filosofie di vita o religioni straniere. Se il paziente capisce tutte queste cose può diventare consapevole dell’origine della sua sofferenza e può capire le chance per trattarla, le misure riguardanti il suo modo di vita così come la terapia effettiva. Per meglio dire il paziente deve collaborare alla sua guarigione. Il paziente non si deve abbandonare nelle mani dei farmaci. Il paziente deve partecipare insieme con il medico al suo trattamento al fine di ottenere i migliori risultati.
Il successo di un trattamento dipende da una collaborazione felice di tre elementi: una diagnosi corretta, una terapia adeguata ed un paziente cooperante. Il paziente deve essere informato sul suo stato di salute, sui rischi e sul modo più appropriato di trattamento. Spesso nel loro ambiente familiare i pazienti hanno la tendenza a non rispettare perfettamente le regole del trattamento, allora, nei casi più gravi, è consigliabile che i pazienti siano ricoverati in cliniche di medicina naturale che assicurano un trattamento rigoroso senza interruzioni che danneggerebbero la salute ed anche la vita del paziente


Nel caso di malattie gravi il trattamento effettivo della sofferenza deve essere visto come una parte del trattamento integrale fino alla reintegrazione del paziente in una vita normale.
Dunque il malato deve avere un appoggio spirituale, psichico e fisico.
Psichico, il paziente deve essere preparato per capire ed accettare e partecipare al trattamento proposto.
Fisico, il paziente deve essere preparato tanto per facilitare l’eliminazione delle tossine dall’organismo quanto per armonizzare le funzioni e gli organi. E’ necessario anche l’esercizio fisico pensato in funzione dello stato e dell’evoluzione della malattia.

La medicina naturista appartiene ai medici che hanno il coraggio di ripensare la preparazione professionale acquisita alla scuola medica. Dobbiamo dire che non è medico né "curatore" colui che non riesce a stabilire da solo la diagnosi ed il trattamento per il suo paziente. Sono tanti i curatori che per la diagnosi si rivolgono ai medici e per il trattamento alle ricette dei rinomati e ogni tanto deceduti curatori. Così che sono formulati ed applicati schemi di trattamento modello per varie generiche affezioni: ricette per cancro, ricette per epatite ecc. ecc. alcune eccessivamente complicate, altre proprio ridicole per gli elementi che le compogono.
La medicina naturista è sottoposta a critiche da parte dei medici appartenenti alla scuola di medicina classica, cioè alopata, reclamando l’assenza di fondamenti scentifici oppure il fatto che certe sostanze estratte dalle piante possono avere effetti tossici.

Secondo le statitiche dell'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel mondo la maggior parte delle persone sono trattate usando la medicina tradizionale cinese (agopuntura, fitoterapia, dietoterapia, massaggio energetico, ecc) poi omeopatia, al terzo posto sta l’apifitoterapia, e solo al quarto posto la medicina classica (alopata).
Noi crediamo che non per niente moltissime persone si fidano di altre pratiche mediche che non sono proprie della medicina classica (alopata).
La pratica del tempo, cioè le migliaia di anni da quando si applicano i trattamenti naturali con successo e senza effetti collaterali nocivi supera ogni argomentazione congiunturale.Dall’antichità fino all’apparizione dei farmaci di sintesi, per i trattamenti sono state usate le piante insieme ad altri prodotti naturali, portando benefici per migliaia di anni. Quando la prova del tempo breve (di solito qualche anno) mostra la tossicità di alcuni farmaci alopati, essendo questo, per i medici classici (alopati), un forte controargomento, viene definito un “dettaglio” e messo sotto silenzio.

Per quanto riguarda l’accusa di non-scentificità della medicina naturista, c’è da dire che nel mondo si fanno da molto tempo studi dettagliati sulla composizione chimica delle piante medicinali, struttura delle sostanze componenti, proprietà e tutti gli altri parametri scentifici. Quì dobbiamo considerare un fatto riconosciuto dal mondo scentifico, quello che le piante agiscono sull’organismo con un complesso fitochimico, e non con una sostanza unica. E’ questo il grande segreto del miracolo delle piante medicinali, con i tanti effetti di una e sola pianta, senza alcun pregiudizio per il paziente. Una pianta produce, di solito, qualche migliaio di sostanze.
Gli effetti terapeutici della pianta sono dovuti alla collaborazione, nell’organismo malato, dei componenti del complesso fitochimico e non all’addizione degli effetti delle sostanze.
I medici alopati usano solo farmaci di sintesi. Loro non conoscono le piante medicinali ed i loro effetti, non conoscono altri rimedi naturali. Perche? Perché queste discipline non sono incluse nelle materie della facoltà di medicina o nelle specializzazioni classiche postuniversitarie.

Conoscere queste terapie è il risultato di sforzi supplementari, che vanno oltre le discipline obbligatorie, sforzi sostenuti da quei medici che vogliono trattare i pazienti con metodi più vicini alla natura delle cose.
Allora perché i medici alopati, se non conoscono queste cose si permettono di esprimersi contro questo dominio?
Per non finire in polemica chiudo provando a richiamare alla memoria di tutti quelli che leggeranno queste righe, che i nostri nonni paesani hanno concimato la terra in modo naturale, hanno consumato alimenti prodotti nella propria masseria in modo naturale, cioè senza conservanti né coloranti chimici, hanno mangiato pane integrale con grano proveniente dai campi che non avevano conosciuto insetticidi, poi nei tempi migliori hanno mangiato carne ottenuta senza i concentrati miracolosi, hanno bevuto vino invece di birra, hanno mangiato focaccia al posto di profiterol, si sono vestiti in abiti di canapa e lino. E se nell’anzianità è successo di ammalarsi hanno usato pannicelli caldi, preghiere e piante medicinali. E sono vissuti a lungo.
Questa io credo che sia una vita naturale. Cioè normale, e credo che dal di dentro di tale modo di vita, purtroppo tramontato, si possono estrarre le idee di forza della medicina tradizionale che, innovata ed arricchita, si può chiamare oggi medicina naturista e si può praticare a vantaggio dell’uomo o di cosa è rimasto di lui.

Dr. Cristina Aosan